sabato 30 marzo 2013

Santa Pasqua 2013

Buona Pasqua a tutti gli amici  di Renato!!!



Tremi davanti al volto di Lui tutta la terra; gridate tra i popoli "Il Signore regna dal legno".
Ufficio della Passione del Signore
composto da San Francesco
Fonti Francescane 288    

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venerdì 15 marzo 2013

MALINCONIA ED ALLEGREZZA NEL RINASCIMENTO - Istituto di studi Umanistici F. Petrarca - A cura di Luisa Secchi Tarugi - Editrice Nuovi Orizzonti di Renato Bordonali - Milano, giugno 1999

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Roma - Libreria Aseq


Reperibile presso:
e nelle migliori Librerie

Per informazioni:
Signora Laura - Tel. +39266800580 Milano
Sig. Leonardo Luque  3483725570



E' noto come la concezione antropocentrica diffusa nel '400 tenda a rivalutare l'individuo come "magnum miraculum", secondo quanto afferma Pico. Il "novello Adamo" è in grado di decidere autonomamente della propria vita e può percepire l'"harmonia mundi" nella quale è inserito.
     Ne conseguono due atteggiamenti assai diffusi e tipici dell'epoca: da un lato la gioia, il godimento della vita percepita nella sua bellezza e nella sua pienezza, come affermazione delle capacità intellettuali e pratiche dell'uomo. Dall'altro la malinconia considerata come consapevolezza della caducità della vita, nell'eterno divenire delle cose e, quindi, identificabile nel comportamento tipico dei "figli di Saturno", come afferma il Ficino, cioè del sapiente e dell'uomo di genio che si vedono incapaci di operare per la limitatezza intrinseca della natura umana.
     Nel presente volume sono raccolti vari interventi che analizzano "malinconia ed allegrezza" in diverse opere poetiche, letterarie e filosofiche, mediche ed artistiche dei secc. XV e XVI al fine di dare un quadro abbastanza eauriente di atteggiamenti ed affermazioni che, proprio perchè incentrati sul dualismo insito nell'uomo tra l'affermazione di sé e il dubbio di sé, hanno avuto larga eco anche nelle epoche successive.
                                                                           
MALINCONIA ED ALLEGREZZA NEL RINASCIMENTO
Editrice Nuovi Orizzonti di Renato Bordonali

  • Titolo: MALINCONIA ED ALLEGREZZA NEL RINASCIMENTO

  • Autore: Istituto di studi Umanistici Francesco Petrarca MENTISITINERARIUM - a cura di Luisa Rotondi Secchi Tarugi
  • Editrice Nuovi Orizzonti di Renato Bordonali
  • Collana: CALEIDOSCOPIO IX
  • Pagine: 576
  • Data di Pubblicazione: Giugno 1999
  • ISBN: 88-85075-38-X





IMMAGINE DI COPERTINA

Accidia / Mulier melancholica
(miniatura anonima, 1380 ca., Ms laurenziano de L'Acerba di Cecco d'Ascoli)
Si ringrazia il Direttore della Biblioteca Laurenziana per aver concesso la riproduzione della 
diapositiva e averne autorizzato la stampa.

Interventi  di 



Indice degli interventi
  • BENE VIVERE E LAETARI  di Lionello SOZZI - Università di Torino
  • IL CORTIGIANO MALINCONICO: ALCUNE OSSERVAZIONI SULLA CIVIL CONVERSAZIONE  DI STEFANO GUAZZO di Jean Balsamo - Università di Reims 
  • LIBERTA' E FELICITA' NELL'ETICA DELL'UMANESIMO di Alessandro Ghisalberti - Università Cattolica di Milano
  • ALLEGREZZE UMANISTICHE NELL'EPISTOLARIO DI POGGIO BRACCIOLINI di Emilio Bigi - Università Statale di Milano
  • ALACRITAS EPICUREA - MELANCHOLIA STOICA: LORENZO VALLA E ERASMO di Peter G. Bietenholz - Università di Saskatchewan
  • LE CONNOTAZIONI DELLA MALINCONIA E DELL'ALLEGREZZA IN LORENZO VALLA di Marco Laffranchi - Università Cattolica di Milano
  • DI NUOVO SUL RISO DI LUIGI PULCI (NOVANT'ANNI DOPO MOMIGLIANO) di Mark Davie - Università di Exeter
  • "LA MI' ALLEGREZ'E' LA MALINCONIA (Michelangiolo, Rime, 267 v. 25) di Enzo N. Girardi - Università Cattolica di Milano
  • UNE EXPRESSION DE' L'ALLEGRESSE AMOUREUSE DANS LA POESIE ELEGIAQUE DE T.V. STROZZI di Béatrice Mesdjian  - Università di Aix en Provence
  • IL DE REMEDIO AMORIS DI ENEA SILVIO PICCOLOMINI di Sandra Dall'Oco - Università di Lecce 
  • ICONOGRAFIE MALINCONICHE DELL'IMMAGINARIO RINASCIMENTALE di Alba Ceccarelli Pellegrino - Università di Siena







Fig. 15 - Particolare di  Melencolia I:
il pipistrello e il cartiglio
  • MONTAIGNE ET LA GAIETE'   di Yvonne Bellenger - Università di Reims
  • "VIS IMMAGINATIVA" E "INVENTIO MELANCHOLICA" IN MARSILIO FICINO  di Stefano Benassi - Università di Bologna
  • Allégresse, mélancolie et architecture dans L'HYPNEROTOMACHIA POLIPHILI    di Jean-Pierre Néraudau - Università di Reims
  • ASPETTI DEL QUATTROCENTO: LA CELEBRAZIONE DELL'UOMO E DELLE SUE OPERE E LA TRISTEZZA PER LA LORO CADUCITA'     di Giovanni Ponte - Università di Genova 
  • LA NOSTALGIA E LA MALINCONIA NELL'OSSERVAZIONE DELLE ROVINE DELL'ANTICHITA'    di Luciano Patetta - Politecnico di Milano 
  • LA MELANCOLIE DANS L'ARCADIE  DE SANNAZAR     di Jean-Claude Ternaux - Università di Reims
  • Mélancolie et personnalité poétique à la reinassance: quelques exemples     di Eva Kushner - Università di Toronto
  • DESPERANS SPERO: LE "TRISTE HYVER" DE JOACHIM DU BELLAY       di George Hugo Tucker - Università di Cambridge
  • "DE LA JOYE ET DE LA TRISTESSE": i discorsi all'Académie du Palais (1576)     di Daniela Costa - Università di Torino
  • LE RIRE DE RABELAIS: les ambiguités de l'allégresse    di Caroline  Sadighi - Università di Rennes  II
  • LA "LIESSE" DI MAROT: ANALISI DI UNA BALLATA di Pierangela Adinolfi - Università di Torino
  • Mélancolie et Allégresse dans l'ARMONIE DU MONDE (1545) de Francois Georges de Venise dans la traduction francaise de Guy Le Fèvre de la Boderie (1579)    di Miriam Jacquemier - Università di Aix en Provence
  • DA CRISTOFORO ARMENO A BEROALDE DE VERVILLE: OVVERO DAL MAL D'AMORE ALLO SPLEEN DELL'ARTISTA di Daniela Mauri - Università di Siena
  • Dürer e l'enigma del quadrato magico - Indagine sulle fonti filosofiche della Melencolia I  di Marco Bertozzi  - Università di Ferrara
  • Pour une typologie de la mélancolie à la Renaissance: des maladies mélancholiques (1598) DE DU LAURENS    di Philippe Desan - Università di Chicago
  • IL TEMA DELLA MELANCOLIA NELLA PRACTICA MAIOR (VI, 11-20) DI MICHELE SAVONAROLA     di Giuseppe Dell'Anna - Università di Lecce
  • Les racines médico-philosophiques de la Mélancolie de Durer      di Jean-Claude Margolin  - F.I.S.I.E.R.  -Parigi
  • Dürer A-T il Gravé - Une Melencholia II   di Anne Larue  - Università di Reims
  • ESPRESSIONI DELLA TRISTEZZA NELLA POESIA SPAGNOLA DEL QUATTROCENTO E DEL CINQUECENTO      di Giuseppe Mazzocchi - Università di Torino
  • Mélancolie et suspens dans la Délie de Maurice Scéve (1544)       di Josiane Rieu - Università di Nizza
  • GIOVANNI PICO DELLA MIRANDOLA: DALL'ALLEGREZZA PSICOLOGICA AL PESSIMISMO FILOSOFICO     di Louis Valcke - Università di Sherbrooke
  • IL MOMENTO MALINCONICO DI TOMMASO FEDRO INGHIRAMI, 1497     di Ingrid D. Rowland - Università di Chicago
  • LA MALINCONIA D'AMINTA      di Federico Doglio - Centro studi sul Teatro Medioevale e Rinascimentale - Roma
  • MITO DI ENEA E CRISI MENDICANTE IL LIBER DIERUM (1460-62) DI GIOVANNI CAROLI,   O.P.      di Salvatore Camporeale - Università di Harvard
  • PETRARCA E IL LESSICO DELLA MALINCONIA      di Antonino Musumeci  - Università dell'Illinois
  • MELANCHOLIA ET MELANCHONICUS CHEZ DEUX LEXICOGRAPHES LATINSN DU QUATTROCENTO: G. TORTELLI et N. PEROTTI       di Jean Louis Charlet -  Università di Aix en Provence
  • L'ESPRESSIONE DELLA MALINCONIA E DELL'ALLEGREZZA NELLE ELEGIE PROPERZIANE ALLA LUCE DEL COMMENTO DI ANTONIO VOLSCO  di Ubaldo Pizzani - Università di Perugia
  • LACRIME E NOSTALGIA NEI TESTI DI PELLEGRINAGGIO    di Mariarosa Masoero - Università di Torino
  • "Jusqu' au sombre plaisir d'un coeur mélancolique", (Jean de la Fontaine): Le voyage intérieur à la Renaissance     di Bruno Lavilatte - Università di Tours
  • UN SAGGIO DI MONTALE SU MICHELANGELO: MALINCONIA E "MALE DI VIVERE"     di Giancarlo Borri - Saggista - Torino


Stesura e correzione bozze a cura di Luisa Secchi Tarugi e Renato Bordonali.
Finito di stampare nel mese di giugno 1999 dalla EDIPRINT SERVICE S.r.L.  
per conto della Bottega Artigiana Tifernate s.n.c. - Città di Castello (PG) 

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lunedì 25 febbraio 2013

Grazie Papa Benedetto - Pregheremo insieme! - 28 febbraio 2013 ore 20,00



28 febbraio 2013 - Madonna di Fatima
dedicata con profondo affetto al nostro caro
Papa Benedetto XVI - foto di Renato Bordonali  ( agosto 2006)



Profondamente commossi, salutiamo il nostro caro Papa Benedetto e lo ringraziamo per tutte le cure che ha dedicato in questi anni alle sue indisciplinate pecorelle. Pecorelle che sono consapevoli che il loro Pastore continuerà a pregare per loro, così come loro pregheranno sempre per il loro Pastor Bonus



Preghiamo insieme a Papa Benedetto la Madonna di Fatima


AVVOCATA E MEDIATRICE 
DELLA GRAZIA, 


TU CHE SEI 

TUTTA IMMERSA 


NELL'UNICA 

MEDIAZIONE UNIVERSALE DI 

CRISTO,


INVOCA DA DIO, 


PER NOI,


UN CUORE COMPLETAMENTE RINNOVATO,


CHE AMI DIO CON TUTTE LE PROPRIE FORZE


E SERVA L'UMANITA'


COME HAI FATTO TU



Preghiera del Papa Benedetto XVI
Fatima,  12 maggio 2010

giovedì 21 febbraio 2013

Elezioni 2013: le 5 domande che contano ai candidati - Comunicato Stampa di Comitato Verità e Vita

           

Riceviamo questo Comunicato, che condividiamo, dal Comitato Verità e Vita


                                 Comunicato Stampa n. 139
     
ELEZIONI 2013: 5 DOMANDE AI CANDIDATI
                                          


L'Assemblea nazionale del Comitato Verità e Vita – svoltasi sabato 26 gennaio a Bologna -  ha ritenuto doverosa una presa di posizione chiara e forte in vista delle prossime elezioni politiche.
Il Comitato Verità e Vita constata che la difesa dei diritti fondamentali dell'uomo e dei principi non negoziabili è sostanzialmente scomparsa dai programmi delle forze politiche: i pochi accenni che, controvoglia, vengono fatti dai leader dei partiti sono generici e privi di concretezza.  Non pochi politici si dichiarano difensori dei principi non negoziabili, ma esprimono posizioni di compromesso e di sostanziale tradimento della verità.
Soprattutto, i partiti e i candidati non prendono nessun impegno esplicito e preciso su questi argomenti nei confronti degli elettori.
Eppure sono temi urgenti, gravissimi ed attuali: il massacro legalizzato dei bambini prima di nascere prosegue ogni anno ed assume sempre più esplicitamente il carattere di eliminazione eugenetica di quelli che si temono difettosi o malati; le spinte verso l'eutanasia, anche non consensuale, degli anziani malati e dei disabili sono sempre più forti, anche se si nascondono dietro tematiche specialistiche, come il consenso informato dei pazienti e i protocolli medici; la fecondazione in vitro, legalizzata dalla legge 40, determina la morte programmata di centinaia di migliaia di embrioni e, con la caduta progressiva dei "paletti", si mostra nel suo vero volto: strumento a servizio dei desideri degli adulti contro il benessere dei figli, utilizzato per rivendicare un diritto al figlio senza alcun diritto del figlio, ispirato da una ideologia che vuole eliminare l'uomo difettoso; mentre l'ultimo spazio di libertà dei sanitari di fronte all'imperativo categorico che vieta di uccidere, l'obiezione di coscienza, viene sempre più esplicitamente aggredito con ogni mezzo.

Le forze politiche non possono evitare di manifestare esplicitamente la loro posizione su questi temi, che sono fondamentali per la politica e la società; e gli elettori non possono prescindere, nella loro scelta, dalla conoscenza dei valori fondanti che ispirano i candidati, i partiti e le coalizioni.

Il Comitato Verità e Vita, quindi, avanza cinque richieste concernenti la futura azione parlamentare – sia a livello di legislazione ordinaria che di riforme costituzionali - e chiede risposte urgenti ed esplicite a queste 5 domande:
1) intende impegnarsi per l'abolizione dell'iniqua legge 194 del 1978 e l'affermazione del divieto, penalmente sanzionato, di aborto volontario, accompagnato da forme efficaci di aiuto alla maternità e alle famiglie?
2) intende impegnarsi per il divieto di ogni pratica di fecondazione extracorporea, con conseguente abolizione della legge 40 del 2004?
3) intende opporsi a ogni forma di introduzione, esplicita o surrettizia, di eutanasia, anche mediante strumenti quali il testamento biologico o le dichiarazioni anticipate di trattamento; e intende impegnarsi per  affermare il divieto di sospendere nei confronti dei malati e dei disabili ogni forma di sostegno vitale (alimentazione, idratazione, respirazione)?
4) intende difendere l'obiezione di coscienza riconosciuta dalla legge 194 e l'estensione esplicita del relativo diritto ad ogni forma di pillola potenzialmente abortiva e a tutte le categorie di sanitari, compresi i farmacisti?
5) intende tutelare la famiglia naturale contro qualsiasi omologazione giuridica e culturale ad altre forme di  convivenza; e intende tutelare il diritto di esprimere pubblicamente un giudizio morale di verità su comportamenti oggettivamente contro natura?

Il nostro Comitato aspetta risposte chiare e inequivocabili: siamo pronti a rendere pubbliche le adesioni pervenute e a collaborare con ogni parlamentare che intenda davvero difendere la vita e la libertà nella prossima legislatura.
Il Comitato Verità e Vita invierà questo Comunicato in forma cartacea a tutti i leader dei partiti e ai candidati alla Presidenza del Consiglio, e renderà noto se e quale risposta avrà ricevuto. 


Il Comitato Verità e Vita è una Associazione aconfessionale e apartitica.
Ha iniziato la sua attività il 28 FEBBRAIO 2004 - a seguito dell’approvazione della legge 40/2004 SULLA FECONDAZIONE EXTRACORPOREA - 
con la presentazione del Manifesto-Appello “Una legge gravemente ingiusta: la verità sulla fecondazione artificiale ‘in vitro’ ”.
Pubblica nel gennaio 2010 il Manifesto-Appello “Contro la legge sul testamento biologico. Contro ogni eutanasia.
Sede legale: Via Gonzaga 63/67; 15033 Casale Monferrato (AL) 
Tel. 0142 454 662; Fax. 0142 690 234
C.F. 91025100065 Conto Corrente Postale 67571448; IBAN IT68R0760110400000067571448
In caso non voglia più ricevere questa email si prega di rispondere con oggetto 'CANCELLA'.




sabato 16 febbraio 2013

"Nel mondo c'è posto per tutti" di Benedetta Consonni - La Bussola Quotidiana - La chiesa di San Giuseppe al Policlinico di Milano

Grotta di Lourdes del Policlinico di Milano

Riceviamo da Comitato Verità e Vita e pubblichiamo volentieri condividendo pienamente:


LA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA
«Nel mondo c'è posto per tutti»
di Benedetta Consonni
27-01-2013


    
Leandro Aletti, ginecologo che ha lavorato soprattutto in Mangiagalli a Milano, è noto alle cronache per le battaglie contro l’aborto e per le denuncie fatte e ricevute nel corso del suo impegno. Durante l’intervista il rischio di aver in mente un articolo “già fatto” in cui far rientrare le parole dell’intervistato è fortissimo: farsi raccontare tutti i fatti, le ingiustizie e spiegare tutte le sue motivazioni. Ma per fortuna la verità è più forte di tutti i pezzi già scritti in testa e Leandro Aletti racconta solo alcuni fatti che hanno segnato la sua storia, per il resto “lascia la scena” a Cristo, vero fondamento. 

“Il 28 dicembre 1936 il Cardinal Schuster consacrò l’altare della Chiesa di San Giuseppe in Policlinico ai Santissimi Innocenti – racconta Aletti – Sempre il 28 dicembre, ma del 1988, dalle pagine del quotidiano Avvenire, io e il collega Luigi Frigerio abbiamo denunciato la pratica di un aborto terapeutico al quinto mese di gravidanza all’interno della clinica Mangiagalli. La bambina aveva un’anomalia fetale, un cromosoma in più, che significa che rischiava di nascere sterile. La bambina era normalissima». Una denuncia a cui seguirono diverse tribolazioni per il medico Aletti, che però non si sofferma su questo, ma va dritto al punto. «Fino a quando avrò fiato non mi interessa giustificarmi perché chi mi giustifica è un Altro. Il punto è il fondamento da porre, cioè Gesù Cristo, se non avessi fatto questo, avrei passato il mio tempo a giustificarmi» dice il ginecologo, che ha potuto contare il genetista e servo di Dio Jérôme Lejeune tra i suoi difensori. 

Gli scappa solo un aneddoto. “Ad un processo mi è stata fatta questa domanda per inquadrare la mia personalità: lei in che cosa crede? Io ho risposto una cosa molto semplice: mettete a verbale il Credo della Chiesa Cattolica, che io dico tutte le domeniche, per intero per favore. Allora si alzò il presidente dicendo che la domanda non era pertinente, perciò agli atti del processo non figurò mai questa domanda. Fui assolto”. 

Leandro Aletti ha 8 figli e 8 nipoti, forse l’obiettivo ricercato da chi ama tanto la vita, eppure racconta Aletti: “Io non volevo niente. Semplicemente quando uno si sposa, si esprime con il corpo che ha e se tu dici a una donna che la ami, lo esprimi anche con il tuo corpo. Non c’è da censurare nulla. Oggi si fa la censura con la pillola contraccettiva. La mentalità è ormai questa, poi si può sbagliare anche 120.000 volte e non sta a me giudicarlo, però non posso non dire che la strada è un’altra”. Infatti Aletti è un ginecologo obiettore di coscienza. “La storia dell’obiezione di coscienza è molto semplice, – spiega – tutti gli uomini sono nati da una donna e tutti sono passati da un organo che si chiama utero, anche quelli nati con l’embryo transfer, ovvero la fertilizzazione artificiale. Nel Te Deum si canta: Non horruisti uterum virginis, che significa: non hai avuto orrore di passare attraverso l’utero di una donna. Questo ginecologicamente è interessantissimo, perché significa che attraverso Gesù, che è vero Dio e vero uomo, l’infinito è entrato nel ventre di una donna”. Una visione che lascia trasparire tutta la sacralità, dolcezza e mistero della maternità. Continua Aletti: “Se tu guardi bene tutti in faccia, a qualsiasi latitudine e longitudine, sai che tutti hanno una mamma. Di tutti questi uomini, nessuno ha chiesto il permesso di venire al mondo, me compreso. Soltanto Uno ha chiesto il permesso di venire al mondo e che cos’è successo? Che l’Angelo del Signore portò l’annuncio a Maria. E quella donna di 15 anni è stata messa in cima al Duomo di Milano e io lo dico ai miei figli e a tutti quelli che incontro che quella è la mia mamma. Questo lo dico abbassando il capo, perché non sono degno di guardare quella donna e mi debbo convertire”. 

La Madonna è un modello di accoglienza per tutte le mamme, anche per quelle per cui la gravidanza costituisce un momento di prova. «Il problema è che la diagnostica prenatale – spiega Aletti - tesa ad individuare embrioni malformati da sopprimere con aborto selettivo è razzismo, mentre al mondo c’è posto per tutti, sani e non sani. Tutti quelli che sono venuti al mondo hanno una mamma e quindi il punto qual è? L’accoglienza, di cui la Madonna è il paradigma». Maria, che con il suo sì ha detto sì alla vita. «Quando non accogli ti schieri con la morte e purtroppo una donna che non dice sì alla vita vivrà un tormento per tutta la vita. Le donne vanno aiutate e non lasciate sole». Continua Aletti: “In Italia con la legge 194 sono stati fatti 6 milioni di aborti: per avere questo dato basta prendere i dati della relazione annuale al Parlamento del Ministero della Salute e sommare tutti gli aborti da quando esiste la legge. Questi 6 milioni di persone che mancano hanno una notevole ripercussione economica: significa che in Italia manca una generazione e mezza e il mercato è fermo perché manca l’utenza. Madre Teresa di Calcutta, quando ritirò il premio Nobel per la pace disse: l’aborto creerà più danni della bomba atomica”. 

Due incontri speciali hanno segnato la vita di Aletti, con Arturo e con Leandro, due bimbi morti subito dopo la nascita, di cui il ginecologo ci racconta la storia per far sapere a tutti che esistono anche Arturo e Leandro. “Erano le due di notte – ricorda Aletti – ed è nato un bambino alla quindicesima settimana, che sai benissimo che muore, anzi è campato 10 minuti di orologio l’Arturo. Ho chiesto alla mamma: lo vogliamo battezzare? La mamma mi ha detto di si. Signora possiamo chiamarlo Arturo? Bene, io ho battezzato l’Arturo, non lo so perché proprio Arturo. Se avessi chiamato il cappellano sarebbe morto prima del suo arrivo. Un collega, che passava di lì, mi dileggia e mi dice: Aletti non buttare l’acqua su quel bambino, cosa fai? Io gli ho risposto: l’Arturo è campato 10 minuti, ha cercato di fare un vagito appena, ma l’ho battezzato perché riconosco che l’Arturo come me (e l’ho chiesto anche alla mamma naturalmente) è chiamato allo stesso destino mio”. 

Al secondo incontro speciale invece Aletti dà il suo nome, Leandro. “Leandro è nato al quinto mese ed è ricoverato in una struttura di cui io ero il direttore. Il medico che lo ha ricoverato giustamente ha scritto aborto inevitabile. La situazione purtroppo era così. Il medico ha fatto notare questo alla madre, che ha disconosciuto il figlio, cioè non lo ha voluto perché era un aborto. Non le interessava la sepoltura. Quindi questo bambino è completamente abbandonato. I medici non sapevano cosa fare e lo avevano messo in un bidoncino. Quando sono arrivato mi hanno fatto presente la situazione. Io mi sono fatto portare dell’acqua e ho detto: come potete vedere questo è un uomo. Leandro io ti battezzo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Leandro è campato un giorno. E’ stato messo in una piccola culletta, dove ogni tanto qualcuno andava a bagnargli le labbra. E’ morto la sera stessa”. 

Due storie apparentemente tristi, ma che sono storie di vita, anche se dura soltanto dieci minuti. “Siamo rimasti in tre gatti a dire queste cose, ma non importa, io sono felice. Non è questione di coraggio, io non ho nessun coraggio e non sono un eroe, lo scriva, anzi davanti a queste questioni è meglio mettersi in ginocchio e farci aiutare dalla Madonna” conclude Aletti. E così mi capita di terminare un’intervista coma mai avevo fatto prima. Aletti mi dice: preghiamo. Fa il segno della croce e diciamo insieme un’Ave Maria alla Madonna, nelle cui mani ricolme di grazie affido l’intervista che ho appena raccolto.
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Pubblichiamo alcune immagini del Policlinico di Milano, l'Ospedale dove Renato è stato amorevolmente assistito al Reparto di ematologia Granelli. In precedenza era stato ricoverato al Niguarda. Al Policlinico è spirato la sera del 15 aprile 2009 dopo i Vespri e dopo aver ricevuto, cosciente, il viatico da Don Norberto, il Cappellano del Policlinico. Il 16 aprile ricorre la Festa di Santa Bernadette a cui Renato era molto devoto.

Policlinico di Milano - Chiesa di San Giuseppe

Policlinico di Milano



Grotta di Lourdes - Policlinico di Milano


Grotta del Policlinico di Milano - Santa Bernadette

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Aggiungiamo:

giovedì 7 febbraio 2013

9 - 10 febbraio 2013 - Gli incontri di Byblos al Parco Esposizioni di Novegro - Mostra mercato del libro antico e del Novecento, della stampa d'epoca e della cartofilia



Gli incontri di Byblos
Mostra mercato del libro antico e del Novecento,
della stampa d’epoca e della cartofilia

9 - 10 febbraio 2013
Parco Esposizioni Novegro
Milano / Linate Aeroporto



Programma

Sabato 9 e domenica 10 febbraio


Poesia ed economia: la bellezza salverà il mondo?


In un mondo sempre più dominato dall’economia, qual è il ruolo della cultura?
In un passato neppure troppo lontano, il retaggio della cultura umanista traspariva dalle scelte civiche, urbanistiche e persino paesaggistiche di una nazione, la nostra, che immeritatamente ospita ancora la gran parte del patrimonio artistico mondiale.
Questa eredità rappresenta la nostra ricchezza più preziosa perché custodisce e allo stesso tempo costituisce le radici profonde della nostra identità, ormai minacciata dall’incuria, dall’indifferenza e soprattutto dall’ignoranza.
Tra le cause di questa drammatica situazione, oltre allo smarrimento del senso di appartenenza e alla negazione dell’idea stessa di identità c’è una concezione del mondo che mette al primo posto il profitto, idolo a cui siamo chiamati a sacrificare tutto il resto.
C’è ancora spazio per la poesia, l’arte e la letteratura in una società governata dai tecnici, più interessati a sacrificare la vita sull’arido altare dei numeri piuttosto che tutelare e promuovere la bellezza?


Sabato 9 febbraio, h 15.30:
Cultura, intellettuali e politica


Con la partecipazione di:
Renato Besana, giornalista
Laura Bosio, scrittrice
Gianfranco de Turris, giornalista
Giorgio Galli, politologo
Bruno Nacci, scrittore

Conduce Luca Gallesi


Domenica 10 febbraio, h 9.30:
Cultura, scuola, carcere e mondo del lavoro


Con la partecipazione di:
Giuseppe Polistena, preside Liceo Linguistico Manzoni Francesco Ghelardini, ex-detenuto S. Vittore
Andrea Scarabelli, direttore rivista universitaria “Antares”
Gabriele Zolfo, delegato USB Rsu Comune di Milano

Conduce Luca Gallesi

Domenica 10 febbraio, h 15.00

Presentazione del libro
“Le regole d’oro del buon governo”
(dal pensiero di Luigi Einaudi)

Edizioni Virgilio

A cura dell’autrice Mirella Bersani
Conducono:
    Gabriele Pagliuzzi                                    Aessandro Ciuti
                Presidente Parco Esposizioni Novegro       Presidente "Tea Party" Lombardia
Link: Byblos - Parco Esposizioni Novegro

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Gianfranco de Turris

"Le regole d'oro del buon governo"
(dal pensiero di Luigi Einaudi)

di Mirella Bersani
"Esiste invero un solo criterio
per giudicare se una affermazione
o un principio o una notizia sia vera o falsa:
la libertà di contraddirla"
Luigi Einaudi
Le radici di questo modo di essere politica sono in questo libro. Luigi Einaudi, qui, è nella sua luce meno consueta per chi ha visto in lui soprattutto il grande statista. Ha una concezione ben radicata dei valori della politica, ma anche dei valori di una vita familiare ben radicata in quelli della terra coltivata con le proprie mani, e questo soprattutto è quel che viene testimoniato dalle memorie raccolte nel libro. Ma attenti a leggerlo bene, come merita. Alla fine si scopre che il Luigi Einaudi buon padre di famiglia e il Luigi Einaudi buon padre di questa nostra Italia sono, a conti fatti, un'unica persona.
Pagine: 168
Formato: 15 x 21
Legatura: brossura
Prezzo: Euro 22