domenica 29 giugno 2014

Giovannino Guareschi, il catechismo e san Giovanni XXIII - Alessandro Gnocchi

Postiamo questo delizioso e  interessante articolo di Alessandro Gnocchi, che ringraziamo, pubblicato su il mensile "Il Timone" di gennaio 2012. Questo articolo ci racconta un episodio della vita di Guareschi nel quale incontriamo la grande figura del novello santo Papa Giovanni XXIII.

A DOTTRINA DA DON CAMILLO di Alessandro Gnocchi

Nel 1959 Giovanni XXIII voleva che Guareschi scrivesse e disegnasse un nuovo catechismo, ma Giovannino rifiutò. Nonostante tutti i suoi racconti di don Camillo e Peppone raccontino un mondo in cui la dottrina cattolica è limpida e arcinota a tutti. Mangiapreti compresi.



La questione di un "catechismo secondo Guareschi", come tutte le questioni che si rispettino, ha le sue due brave parti: quella della storia e quella della geografia. E, come accade per tutte le questioni umane che si rispettino, quella della geografia è più complessa, anche perché si tratta di geografia dell'anima.

La parte storica è presto detta. Nel luglio 1959, tramite don Giovanni Rossi, presidente della Pro Civitate Christiana di Assisi, Giovannino Guareschi venne contattato per sondare la sua disponibilità alla scrittura di un catechismo. Il mandante, se così si può dire, era papa Giovanni XXIII, sul soglio di Pietro da neanche un anno. Qui finisce la storia, perché, dopo averci riflettuto un po', lo scrittore fece dire al Papa e a don Giovanni Rossi che, con rispetto parlando, solo due "matti" avrebbero potuto pensare a lui per un lavoro del genere. La Chiesa aveva già le sue belle gatte da pelare e, a modesto avviso dell'uomo della Bassa, non ne aveva bisogno di ulteriori.

La geografia della vicenda, invece, è tutt'altra cosa. E l'inizio dell'esplorazione non consiste nell'immaginare che cosa Guareschi avrebbe messo nel catechismo, posto che avrebbe seguito passo a passo quello di San Pio X con il supporto di una squadra di esperti. Questa, caso mai, sarebbe la conclusione del viaggio. Per arrivarci, bisogna capire come e in che misura il catechismo abbia influito sull'opera guareschiana: non quanto Guareschi ci sarebbe stato nel "catechismo secondo Guareschi", ma quanto catechismo c'è in "Guareschi secondo il catechismo".
Bisogna quindi passare al setaccio la saga di Mondo piccolo e partire da un banale dato statistico:
nei trecentoquarantasei racconti che la compongono, una gran quantità di personaggi, dall'ultimo dei cristiani fino a Gesù Crocifisso dell'altare maggiore, parla di fede e di dottrina. Bene: in tutti questi discorsi non si trova una virgola fuori posto. Operazione di rara maestria che richiede una conoscenza della materia e una perizia letteraria fuori dal comune, massimamente là dove si mettono sulla pagina i discorsi del Cristo crocifisso, vale a dire il personaggio principale della saga.
Chi prendesse in considerazione questo fatto senza ricordare che cosa fosse la società italiana degli Anni Quaranta e Cinquanta faticherebbe a comprenderlo. In realtà, la spiegazione è abbastanza semplice, da rasentare la banalità: ciò che Guareschi sapeva mettere in bella ed efficacissima prosa era moneta comune tra cattolici e non cattolici. Il Catechismo, che era quello di san Pio X, con la sua sinfonia di domande e  risposte, rotonde dove era necessario carezzare, e affilate dove era necessario incidere, in quegli anni continuava a formare il comportamento dei singoli e della società. Anche chi si proclamava ateo aveva sempre in testa quella sinfonia che da piccolo aveva imparato in parrocchia e gli rammentava che cosa è vero e che cosa è falso, che cosa è buono e che cosa è cattivo, che cosa è bello e che cosa è brutto. Non vi è dunque nulla di eccezionale nel fatto che uno scrittore usasse tale materia per raccontare gli uomini del suo tempo. Lo straordinario sta nel fatto che quei racconti si sono rivelati vere e proprie opere d'arte. Ma questa è un'altra storia, si entra nel campo banalissimo della genialità.
Oggi, pur con un simile genio a disposizione, tale miracolo letterario non potrebbe accadere perché, in questi decenni, i primi a gettare alle ortiche l'idea stessa di un compendio della dottrina preciso e inequivocabile sono stati proprio tanti cattolici. Di conseguenza, il catechismo ha cessato di essere un riferimento per il comportamento sociale anche di chi non crede: senza un don Camillo che parla in nome di Gesù crocifisso, Peppone non ha nessuna ragione per comportarsi da galantuomo. E, allora, come si fa a raccontare la storia della loro amicizia e della loro collaborazione in nome di una Verità che li trascende e parla loro dalla Croce dell'altare maggiore?




Titolo: Il Catechismo secondo Guareschi
Autore: Alessandro Gnocchi

giovedì 19 giugno 2014

15 aprile 2014 - Quinto anniversario della nascita al Cielo di Renato Bordonali - I tre Giovanni


Il 15 aprile 2009 il nostro Renato, fondatore della Editrice Nuovi Orizzonti, (1988), direttore della Libreria Isola del Sole (1994) di via Antonio Pollaiuolo 5 a Milano, dirigente di U.S.F.I. e Fiamma Tricolore è nato al Cielo. Marinella, Michele, Iside, Mefi e tutti i familiari e amici lo ricordano con grande affetto. 
Il 15 aprile alle ore 18,30 sarà celebrata una Santa Messa in suffragio nella Basilica di Sant'Antonio di Padova a Milano, in via Carlo Farini 10. 

Renato e il suo inseparabile  Michele
nella Libreria l'Isola del Sole di
via A. Pollaiuolo a Milano

Oratio

Deus, indulgentiarum domine: da animae famuli tui, Renato, cujus anniversarium depositionis diem commemoramus, refrigerii sedem, quietis beatitudinem, et luminis claritatem.
Per Dominum.



Articolo di Marcello Veneziani pubblicato il 15 aprile 2014 su Il giornale 
Il 15 aprile 2014 è stata una giornata di anniversari, ricordati dal giornalista e scrittore Marcello Veneziani su "Il Giornale":

  • 5°anniversario della morte dello scrittore Giano Accame (deceduto a Roma il 15 aprile 2009), libera intelligenza della cultura di destra sociale, fautore del socialismo tricolore, economista ispirato da Ezra Pound, lucido critico dello strapotere finanziario.
  • 70° anniversario dell'assassinio di Giovanni Gentile (15 aprile 1944), ucciso a Firenze da un commando di partigiani comunisti. Era il massimo filosofo italiano d'accademia, padre della cultura italiana, anche quella antifascista, al tempo del fascismo. In piena guerra civile invocò la concordia nazionale e ciò lo rese imperdonabile.
  • 30° anniversario di Giovanni Volpe (15 aprile 1984) editore cattolico e nazional-conservatore, mecenate dell'editoria di destra che aveva pubblicato pregevoli quanto introvabili libri, figlio del grande storico Gioacchino volpe.
  • 15 aprile 1914 - nascita di Giovanni Veneziani, padre di Marcello, amante dei libri, della storia e della filosofia, tra Socrate, Cristo e Garibaldi, al quale il figlio Marcello dedica questa giornata speciale del 15 aprile 2014.
Noi aggiungiamo:
  • 5° anniversario della morte di Renato Bordonali (15 aprile 2009) che condivideva appassionatamente gli stessi ideali, libraio ed editore in Milano.



giovedì 5 giugno 2014

Domenica 15 giugno 2014 - Festival Nazionale di Fede e Cultura - Ci salveranno le vecchie zie

15 giugno - Festival Nazionale di Fede e Cultura

Chi sono “le vecchie zie”? Sono il simbolo di coloro che, con pazienza, intelligenza e fede, ricostruiranno il mosaico della Tradizione. Tassello per tassello, figura per figura, senza la necessità di troppa teoria e senza sentirsi in dovere di giudicare i compagni di strada. Rifacendosi al titolo di un celebre pamphlet di Leo Longanesi, Gnocchi&Palmaro mostrano come saranno proprio loro, “le vecchie zie” a indicare quale sia la strada giusta per porre riparo ai disastri che il neomodernismo ha portato dentro la Chiesa cattolica. E, dicono i due autori, lo potranno fare per il semplice fatto che vivono di Tradizione, quindi hanno il privilegio di evitare di perdere tempo a parlarne. Con questo nuovo libro, che inaugura la collana “I libri del ritorno all’Ordine” da loro diretta per Fede & Cultura, Gnocchi&Palmaro susciteranno come sempre scompiglio e più di una reazione scomposta in campo progressista. Ma questa volta sapranno essere urticanti anche nei confronti di certo tradizionalismo e certi tradizionalisti. Per fare veramente “ritorno all’Ordine”, bisogna prima avere il coraggio e la lucidità di fare chiarezza anche nel proprio campo.

Tratto da: Fede e Cultura



lunedì 2 giugno 2014

EUTANASIA LEGALE: SI RIPARTE da Comitato Verità e Vita


26 maggio 2014                                
Comunicato Stampa n. 155

EUTANASIA LEGALE: SI RIPARTE!



I segnali per una ripresa della battaglia per legalizzare l'eutanasia nel nostro Paese sono molteplici; d'altro canto, la composizione del Parlamento e i risultati delle elezioni europee fanno sperare coloro che hanno sempre cercato di distruggere i fondamenti della nostra società di riuscire a dare una spallata definitiva alla famiglia, alla verità sull'uomo e sulla donna, al rispetto di ogni vita umana. Il Presidente della Repubblica – la cui decisione sull'uccisione di Eluana Englaro ha irrevocabilmente segnato il precedente mandato – ha formulato un invito pressante, sostenendo che "il Parlamento non dovrebbe ignorare il problema delle scelte di fine vita ed eludere un sereno e approfondito confronto di idee su questa materia" e definendo "drammatici i dati resi noti da diversi istituti che seguono il fenomeno della condizione estrema di migliaia di malati in Italia"; così accreditando la versione di migliaia di malati che tenterebbero il suicidio ogni anno e che vorrebbero essere uccisi per morire "con dignità".
Si parte, come sempre, dalla menzogna! Le notizie provenienti dai paesi in cui il testamento biologico è stato introdotto dimostrano chiaramente che il vero obiettivo, già messo in atto, è di eliminare – senza o contro la loro volontà – le persone "scomode" o "inutili" alla società (malati gravi, soprattutto se anziani; disabili in stato di incoscienza; malati di mente; neonati o bambini con gravi patologie): come un filo rosso della distruzione dell'uomo, ispirata dalla mentalità antiprocreativa, che parte dalla contraccezione abortiva e passa dall'aborto legale - specificamente quello eugenetico, ipocritamente denominato "aborto terapeutico", che da oltre 36 anni permette e promuove l'eutanasia prenatale – e dalla fecondazione in vitro.
Degli omicidi "pietosi" compiuti in tutto il mondo si tace: si ripropone piuttosto la solita favola dei medici insensibili e crudeli che "torturano" i pazienti, impedendo loro di morire quando è il momento. "Nessuno può decidere per noi!", ci viene ripetuto, cercando di nascondere la trappola che si sta preparando e che servirà proprio allo scopo opposto: permettere ad altri (medici, familiari, "amici") di sentenziare la nostra morte.
Ecco che il Consiglio d'Europa fa la sua parte, con una "Guida per le decisioni sul fine vita". Chi l'ha scritta? Un "Comitato di bioetica", ovviamente! La sua legittimazione democratica? Nessuna. E in cosa consiste lo stato di "fine vita"? "Un grave deterioramento della salute, a causa della evoluzione di una malattia o di altra causa, minaccia la vita di una persona irreversibilmente in un prossimo futuro": quindi non solo pazienti terminali, ma persone che – prima o poi – sono destinate a morire …
Ecco i politici "cattolici" (come l'on. Gigli, su Avvenire del 13 maggio) pronti a raccomandare un "supplemento di riflessione", invitando a "non rigettare affrettatamente" la Guida, benché "non del tutto in sintonia con i nostri valori etici"!
La rinuncia a difendere i principi non negoziabili, che nella precedente legislatura portò ad un passo dall'approvare una "legge cattolica sull'eutanasia" – come il Comitato Verità e Vita denunciò puntualmente con il "Manifesto Appello sul testamento biologico. Contro ogni eutanasia" – continua ancora? Davvero il disastro della legge 40 sulla fecondazione artificiale non ha insegnato nulla?

Il Comitato Verità e Vita è una Associazione aconfessionale e apartitica. Inizia la sua attività il 28 febbraio 2004 - a seguito dell’approvazione della legge 40/2004 Sulla fecondazione extracorporea -  presenta il Manifesto-Appello “Una legge gravemente ingiusta: la verità sulla fecondazione artificiale ‘in vitro’ ”. Pubblica nel gennaio 2010 il Manifesto Appello “Contro la legge sul testamento biologico. Contro ogni eutanasia.” 
Sede legale: Mura di Porta Massimo D'Azeglio, 4; 40136 Bologna (BO)

Telefono:  05119907000 Fax: 05119902255 Codice Fiscale: 91025100065 - C.C.P.: 67571448  
email: info@veritaevita.it; web: www.comitatoveritaevita.it; IBAN IT68R0760110400000067571448; 
Nel caso non voglia più ricevere questa email si prega di rispondere con oggetto 'CANCELLA'.

mercoledì 7 maggio 2014

ABORTO & 194. FENOMENOLOGIA DI UNA LEGGE INGIUSTA di Mario Palmaro - MARCIA PER LA VITA 2014 DEDICATA A MARIO PALMARO

Marcia per la Vita 2014


RICEVIAMO IL SEGUENTE COMUNICATO DA COMITATO VERITA' E VITA E CONDIVIDIAMO:


Marcia per la Vita. Un rifiuto della legge 194, perché la 194 uccide – di Marisa Orecchia


“Dedichiamo questa quarta edizione della Marcia per la Vita a Mario Palmaro”. Queste parole pronunciate dal palco da Virginia Coda Nunziante, presidente del Comitato per la Marcia per la vita, sono certamente espressione  di affetto e ricordo  per un amico recentemente scomparso, ma soprattutto indicano una verità inconfutabile: Mario Palmaro incarna  con la sua vita stessa  e con l’opera di  bioeticista, di filosofo, di  docente,  di  scrittore, lo spirito  della Marcia per la vita, tanto da poterne essere assunto, con   ragione, a emblema.



Comune denominatore della Marcia per la Vita, che chiama   a Roma dall’Italia e dal mondo  decine di migliaia di persone, anche quest’anno in aumento rispetto all’anno scorso, in un inarrestabile crescendo, è il rifiuto  dell’aborto volontario e della legislazione abortista. Un rifiuto  della legge 194 che si esprime in modo netto e deciso perché la 194 uccide.
Nel suo libro” Aborto & 194 – Fenomenologia di una legge ingiusta” scritto a trent’anni dall’approvazione di questa legge, Palmaro entra come un  ferro acuminato dentro  la lettera e la ratio della 194 e ne sviscera il potenziale  mortifero. “Un libro onesto –scrive Palmaro -  fino al punto di dire come stanno realmente le cose […]al punto da trarre con rigore tutte le conseguenze che la ragione  ci impone: se l’aborto uccide, e uccide un innocente,  non può essere giusto che la legge consenta alla donna di praticarlo”. (pagg 14-15)
Un libro che smonta, una dopo l’altra, le ragioni dell’abortismo, ma soprattutto che rischiara in modo impietoso  i poveri , i superficiali argomenti del pressapochismo di quanti, dicendosi contro l’aborto,  si affannano  difendere  la  194 adducendo  ragioni inconsistenti su presunte parti buone  che  basterebbe mettere in pratica , frasi fatte, tratte dal buonismo  dei luoghi comuni,  che acquietano la coscienza  nella  conclusione che sì, l’aborto è un male, ma in certi casi….
No alla legge di aborto, sempre  e in ogni caso: è questo il leitmotiv  che risuona  in tutta la vita e l’opera  di Mario Palmaro. La stessa melodia che  ha  accompagnato i passi  di quanti  domenica scorsa hanno marciato per le strade di Roma e che  marceranno, sempre più numerosi  per gli anni a venire.  Non sappiamo per quanto tempo ancora sarà necessario  scendere in strada  per affermare una verità  naturalmente  insita nel cuore di ogni uomo, ma che una tremenda e pervicace  cultura di  morte è riuscita a soffocare.
Ma non perdiamoci d’animo. Già altri tempi la storia dell’uomo ha visto nei quali  sembrava  che dottrine totalitarie e mortifere potessero stendere definitivamente  la loro coltre di menzogna su ogni anelito di verità: basti pensare  al socialismo reale che  per decenni ha  potuto tenere prigioniere  popolazioni intere .
Dissolto, come nebbia  al sole.  Anche  i suoi  eredi diretti  che hanno come  obiettivo nel tempo presente, non solo di ridisegnare gli stati e le potenze territoriali, ma la stessa antropologia , la  verità stessa dell’uomo,  cadranno. Quando, non sappiamo. Ma siamo in marcia, con questa certezza.

Il Comitato Verità e Vita è una Associazione aconfessionale e apartitica. Inizia la sua attività il 28 febbraio 2004 - a seguito dell’approvazione della legge 40/2004 Sulla fecondazione extracorporea -  presenta il Manifesto-Appello “Una legge gravemente ingiusta: la verità sulla fecondazione artificiale ‘in vitro’ ”. Pubblica nel gennaio 2010 il Manifesto Appello “Contro la legge sul testamento biologico. Contro ogni eutanasia.” 
Sede legale: Mura di Porta Massimo D'Azeglio, 4; 40136 Bologna (BO)

Telefono:  05119907000 Fax: 05119902255 Codice Fiscale: 91025100065 - C.C.P.: 67571448  
email: info@veritaevita.it; web: www.comitatoveritaevita.it; IBAN IT68R0760110400000067571448; 
Nel caso non voglia più ricevere questa email si prega di rispondere con oggetto 'CANCELLA'.

Aborto & 194. Fenomenologia di una legge ingiusta

SugarCo, 2008 - 270 pagine

L'aborto è l'uccisione di un essere umano innocente. Questa verità può esser detta in molti modi e con molte intenzioni diverse: per il gusto un po' feroce di ferire e umiliare la donna che ha abortito; o per il desiderio sincero e amorevole di salvare un innocente da una fine terribile, e una madre da un rimorso oscuro quanto palpabile. Ma poi, alla fine, contano i fatti. E il fatto rimane sempre quello: con l'aborto si uccide. Questo vuole essere un libro onesto, al punto da trarre con rigore tutte le conseguenze logiche che la ragione ci impone: se l'aborto uccide, e uccide un innocente, non può essere giusto che la legge in Italia la 194 del 1978 consenta alla donna di praticarlo. Lo scandalo non è che una donna possa essere tentata
di abortire. Perché ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, un uomo è tentato di uccidere, rubare, tradire, violentare, sfruttare, mentire, uccidersi. Lo scandalo è che una società e uno Stato possano dire a quella donna: "Ecco, accomodati, ti ho preparato un luogo pulito e sicuro dove tu possa farlo gratuitamente".


venerdì 25 aprile 2014

Roma, 4 maggio 2014 - MARCIA NAZIONALE PER LA VITA

Riceviamo il seguente comunicato dal Comitato Verità e Vita e volentieri lo condividiamo:





23 aprile 2014
Comunicato Stampa n. 154
ROMA 4 MAGGIO 2014
IL COMITATO VERITA' E VITA ALLA

MARCIA NAZIONALE PER LA VITA A ROMA

Il Comitato Verità e Vita parteciperà con convinzione ed entusiasmo alla Marcia Nazionale per la Vita che si terrà a Roma il 4 maggio prossimo, con un suo striscione ed un suo messaggio.

La Marcia Nazionale per la Vita è fatta da un popolo – negli anni sempre più numeroso – che denuncia una realtà semplice, senza mediazioni politiche e senza edulcorazioni e/o annacquamenti: l'aborto – sia quello chirurgico, sia quello chimico, sia quello procurato con le "pillole dei giorni dopo" – uccide un essere umano innocente, per cui è un delitto abominevole!
La seconda verità è anch'essa evidente e non può essere elusa o taciuta: una legge che permette di uccidere esseri umani innocenti, per di più a spese dello Stato, è una legge radicalmente ingiusta e non può che essere cancellata dal nostro ordinamento!

La legge 194 del 1978 ha fatto milioni di morti innocenti in questi quasi 36 anni; ha ucciso decine di madri – almeno tre negli ultimi sei mesi, due per aborto chirurgico, a Milano e a Salerno, e una per l'utilizzo della RU486 a Torino – e ha prodotto postumi fisici, psichici e psicologici su moltissime altre, che hanno sperimentato la reale natura dell'autodeterminazione che la legge offriva; ha lasciato migliaia di padri privi di un figlio che non hanno nemmeno potuto difendere.
La legge 194 ci ha poi "educato": ci ha insegnato a chiudere gli occhi di fronte ad un bambino, a pensare che sia meglio che un bambino malato muoia, a ritenere che un bambino down sia una disgrazia per la sua famiglia, tanto da poter chiedere il risarcimento perché è nato!
Negando il diritto alla vita, che è il fondamento di ogni Stato democratico, la legge 194 contribuisce a trasformare il nostro Paese in uno stato totalitario, dove la libertà di coscienza e di religione di medici, farmacisti ed infermieri che vogliono solo essere fedeli alla loro professione è messa in pericolo e da qualcuno già esplicitamente negata!

Il popolo della Marcia per la Vita non vuole chiudere gli occhi e non intende tacere: griderà NO all'aborto, senza eccezione né compromessi, SI’ alla vita sempre!
Il Comitato Verità e Vita dà a tutti appuntamento a Roma!


Il Comitato Verità e Vita è una Associazione aconfessionale e apartitica. Inizia la sua attività il 28 febbraio 2004 - a seguito dell’approvazione della legge 40/2004 Sulla fecondazione extracorporea -  presenta il Manifesto-Appello “Una legge gravemente ingiusta: la verità sulla fecondazione artificiale ‘in vitro’ ”. Pubblica nel gennaio 2010 il Manifesto Appello “Contro la legge sul testamento biologico. Contro ogni eutanasia.” 
Nel caso non voglia più ricevere questa email si prega di rispondere con oggetto 'CANCELLA'.
Sede legale: Mura di Porta Massimo D'Azeglio, 4; 40136 Bologna (BO) - Telefono:  05119907000 Fax: 05119902255 Codice Fiscale: 91025100065 - C.C.P.: 67571448  
email: info@veritaevita.it; web: www.comitatoveritaevita.it; IBAN IT68R0760110400000067571448;